lunedì 19 febbraio 2018

Il Modding massimo per il chitarrista senza paura: tremate, tecnici, il lavoro per voi è finito!

Molliamo tutto, progetti, disegni, montaggi dopo aver ricevuto un amplificatore per chitarra in riparazione. Non ne conosciamo il proprietario che non sappiamo se ci legge, ma non potevamo trattenerci dal discutere di questo Modding estremo, che il nostro "Extreme guitar Wiring" levati pure.

Insomma, riceviamo questo amplificatore che ha fumato dagli ingressi con tanto di botto all'accensione.


Cose che succedono. Guardiamo dietro...


E ci diciamo ma dai? Qualcuno ha messo le prese remotate per accendere, che so, le pedaliere accendendo l'amplificatore... certo che poteva usare delle spine IEC come quelle degli amplificatori tradizionali... poi ci sorge un dubbio: ma il cavo di alimentazione originale va dietro quelle prese, e come lo si alimenta questo ampli?

Temiamo la risposta, e poi ci danno anche il cavo:


Cosa?!?! Doppia spina?!?! ma siamo impazziti? Ma è contro qualunque logica e sicurezza, come si può pensare di fare una cosa del genere? Non è solo normativa, basta un po' di buonsenso!
Se mi dimentico di staccare la spina dal muro e la tolgo dall'ampli mi friggo, se si stacca e va in giro ammazzo la band al completo. Se lo spegne e scollega qualcuno che non lo sa ci rimane attaccato...

E' talmente assurdo che hanno messo due prese diverse, una per collegare una cassa esterna ( ed a questo punto metti il connettore che vuoi, ma un Jack femmina non era più facile?) e l'altra per questo abominio di alimentazione:


Ed infatti è talmente logico che hanno messo la corrente nella presa della cassa esterna bruciando tutto.

Ora tenteremo di ripararlo, ma con la premessa di eliminare questo sistema; ci rifiuteremo qualunque riparazione se non riconsegnandolo con una spina montata sul cavo, poi chi lo riceverà deciderà se tornare a questa assurdità, anche avvertito della pericolosità.

Attenzione, ragazzi, con la corrente elettrica non si scherza, capiamo bene che non tutti debbano essere preparati sull'argomento, ma se il 220 Volt fosse passato fino all'ingresso e fino alle corde della chitarra?

Non finiremo mai di ribadirlo, e speriamo che questo sia veramente il caso del secolo.


giovedì 8 febbraio 2018

Extreme Guitar Wiring: la nuova proposta di Liuteria Elettrica

Vedendo e riparando molti strumenti ci rendiamo spesso conto che la qualità dei legni e delle meccaniche non è proporzionale alla parte elettronica; di solito questa è più scadente, con scivoloni a volte imbarazzanti.
Inoltre molte volte si vorrebbe avere il proprio strumento più simile a quelli storici con valori e componenti diversi da quelli di serie.

Abbiamo quindi deciso di creare questo nuovo settore, che vi presentiamo in anteprima e che approfondiremo con articoli dedicati.



Naturalmente non ci vogliamo limitare alle sola selezione di componenti e riproduzioni di schemi classici ma, come nella nostra natura, la sperimentazione deve farla da padrone; quindi vogliamo aiutare tutti i musicisti che cercano qualcosa di più del suono standard, quindi treble booster, potenziometri zero load, controlli di tono, split e tutto quello che si può fare.

Inoltre abbiamo già studiato diversi kit di base, per chi vuole montarseli da se, o per chi vuole fare un upgrade del proprio strumento.

Un esempio:

Telecaster upgrade kit composto da:

Potenziometri CTS
Selettore Oak Grigsby
Condensatore Silver Mica TAD
Connettore di uscita SwitchCraft
Cablaggi con cloth covered wire

I kit hanno un tempo medio di consegna di 2/3 settimane. Ma basta informazioni commerciali. Qui pubblicheremo solo gli studi e le novità, a breve sul sito troverete tutti i dettagli.

Stay Tuned!



lunedì 22 gennaio 2018

Stompbox boutique: che filosofia usare?

Siamo in dirittura di arrivo con il nostro Beatbooster, e ci ha afflitto la scelta della filosofia da percorrere nella sua produzione: stile "fili ovunque" o una buona ingegnerizzazione?

Abbiamo valutato e guardato diverse stompbpox, ed abbiamo capito che le "boutique" si possono dividere in diversi gruppi, fra i quali:

Le vintage: montano stock di materiale surplus e fondi di magazzino alla ricerca dei connettori di ingresso ed uscita anni '60, e dei footswitch in bachelite. Tutte parti pronte a sbriciolarsi appena scappa un colpo di piede troppo sostenuto. A difesa dei sostenitori del vintage possiamo dire di aver visto video su Youtube di gente che usa le stompbox con le sole calze ed azionandole con la punta delle dita. Un vera situazione da palco.


Le millefori. Normalmente si utilizzano le basette millefori con le righe unite,
da tagliare dove non ci deve essere corrispondenza di connessione.
Un sistema pratico, ma se un dei tagli non é preciso o uno dei fili si stacca? O se l'ossido attacca il rame nudo della millefori? Da usarsi solo fra 15 e 30 gradi, con un massimo del 60% di umidità.





Le fatte in casa: niente solder, niente serigrafia, fori fatti a mano, monofaccia. Un prodotto che, se curato, rispecchia la nostra filosofia,  ma la mancanza di solder rende il rame troppo esposto all'ossidazione. Non ci piacciono.





Abbiamo quindi pensato molto al layout del BeatBooster, ed alla fine ha prevalso la mentalità del progettista industriale. Nessuna scelta "Vintage": connettori di ingresso ed uscita SwitchCraft,
connettore di alimentazione Lumberg, potenziometro Alpha e selettore Daier. Tutto nuovo ed il Pcb ottimizzato per la minore filatura.
Secondo noi la scelta e l'originalità sta nel circuito, e nella possibilità, vista la produzione, di utilizzare componenti di pregio per la massima affidabilità.

Sperando di non passare per Snob.


mercoledì 3 gennaio 2018

Gibson? Ma no....anatomia di una chitarra già ben strana.

Ci portano in restauro una chitarra molto particolare, una semiacustica con una forma decisamente inusuale.

Ci dicono che non se ne conosce la marca, forse è una Gibson, sulla paletta si intravede qualcosa...

Scartiamo subito l'ipotesi Gibson. Sulla paletta si intravede una scritta, che é Gibson, ma sembra fatta con il pennarello.

Poi dai selettori dei pickup si distingue una certa scuola italiana, diciamo così.









Sono strane anche le
meccaniche delle corde, sembrano da chitarra classica,
 forse sono state cambiate con il tempo.


Manca anche la piastra del manico, si sarà persa nel corso degli anni.






Apriamo e troviamo potenziometri Violet, una casa costruttrice italiana, quindi ci sono pochi dubbi,
la produzione é di casa nostra.








Niente cartiglio, niente scritte, niente di niente. La restaureremo e vedremo come suona, a prescindere dalla marca.




sabato 9 dicembre 2017

Fuzz o oscillatore? Questo è il dilemma..

Ci portano in riparazione un fuzz molto particolare, della Durham Electronics.
Promette un suono inarrivabile, con un controllo della tensione della batteria che modifica il punto di lavoro del circuito.
Ce lo portano perchè é molto rumoroso e si comporta in maniera imprevedibile, ogni tanto aumenta o diminuisce il livello di fuzz da solo.

Noi provandolo ci rendiamo conto che ha un fruscio di fondo inaccettabile, ed aprendolo per verificare se qualcosa si è guastato ci troviamo di fronte ad una bella colata
 di resina che non ci consente di verificare nulla. Ci chiediamo se sia ancora necessario in questi anni nei quali ci sono migliaia di stomp box da poter copiare, utilizzare la resina per proteggerne i circuiti.
In ogni caso nessuna riparazione possibile, ma riprovandolo ci accorgiamo che è diventato anche un oscillatore, con la frequenza controllata dal volume della chitarra. Modificandolo si modifica una frequenza che si genera senza toccare le corde, e che suonando si somma al segnale.. insomma, un pedale sperimentale, ma non nelle intenzioni di chi l'ha comprato.

sabato 2 dicembre 2017

Hughes&Kettner Statesman EL84: Problemi irrisolvibili ed...il mistero del controllo di tono

Ci portano in riparazione un amplificatore che una combinazione di quelle che preferiamo: combo
valvolare, comandi posteriori ma scritte viste dal lato del cono ( parleremo un'altra volta dei primi amplificatori, specialmente Fender, con le scritte viste dal lato posteriore).


Questo amplificatore é afflitto da diversi problemi abbastanza grossi: il primo è un ronzio di rete eccessivo ma soprattutto da una vibrazione con le corde basse che pare arrivare da dietro ma esce anche dal cono...
Lo analizziamo: la vibrazione è intorno ai 180 Hz, prima e dopo non avviene; meccanicamente dal retro è fortissima, ed ancora di più dal cono. È già stato da diversi riparatori ma non si è trovato il difetto. Qualcuno ha detto che di quel modello sono tutti così, qualcun altro che le valvole sono a posto ed il difetto è chissà in quale componente e che non vale la pena di cercarlo.
Noi però siamo testardi e smontiamo tutto: nel farlo scopriamo che una delle due valvole finali "suona" se colpita... con una nota intorno ai 180 Hz! Terminiamo lo smontaggio per scrupolo ma non troviamo nulla, rimontiamo e controlliamo il bias delle valvole originali.
Quella che "suona" assorbe 30 mA, contro le 18 dell'altra. Le specifiche del costruttore dicono dai 16 ai 21 mA.

Ecco il perchè del ronzio. Cambiamo le finali con due EL84 selezionate, tariamo il bias a 18 mA e tutto si sistema.

Il secondo problema è ancora peggio: sempre casualmente, anche con i volumi tutti a zero inizia un sibilo centrato fra i 1200 ed i 1500 Hz, a seconda che si usi il clean o il drive.

Anche per questo è stato da diversi riparatori che hanno detto più o meno le stesse cose degli altri, che sono tutti cosí, progetto sbagliato, forse sono fotoni che rimbalzano nella ionosfera o forse alieni che cercano di comunicare.
Noi, nel dubbio, cambiamo la valvola 12AX7 che fa da sfasatrice per il push pull delle EL84.
Miracolo. Gli alieni non ci parlano più. Sicuramente ci perderemo un messaggio importantissimo, ma almeno chi suona con questo amplificatore è più rilassato.

Riconsegnamo l'amplificatore al proprietario che lo prova per mesi, molto soddisfatto ma un giorno ci chiama e ci dice che si è accorto di una cosa stranissima: il Treble funziona al contrario! Invece che come il Bass ed il Mid, ruotando in senso orario gli acuti non aumentano ma diminuiscono.
Lui si chiede se magari rimontandolo non abbiamo ricollegato qualcosa al contrario, ma gli spieghiamo che i potenziometri sono su circuito stampato, impossibile invertirne uno; in ogni caso ce lo riporta e lo proviamo.

Accendiamo, selezioniamo il canale clean e mandiamo un segnale sinusoidale da 2000 Hz. Il controllo di Treble funziona come gli altri due; ruotando in senso orario i toni aumentano, in senso antiorario diminuiscono. Cosa avrà sentito lui? Lo chiamiamo e ci spiega che no, con lui funziona al contrario!

Riproviamo, selezioniamo il canale Drive... ed ha ragione lui! Incredibilmente, per un evidente errore di progetto, se si usa il canale Clean il Treble funziona correttamente, se si una il canale Drive funziona al contrario.

Incredibile. Ora ci stiamo chiedendo se "sono tutti così" o se questo in particolare diventerà rarissimo come " Lo Statesman con i toni al contrario".

mercoledì 1 novembre 2017

BeatBooster in arrivo e pronto per l'endorsement...chi c'é?

Bene, i circuiti stampati sono il lavorazione, il materiale in fase di approvvigionamento,
i transistor sono stati selezionati.

Ora non ci resta che prepararci a metterne in campo cinque pezzi, collaudarli e poi attendere un po' di prove.

Come sempre lanciamo la formula dell'endorsement per questo bizzarro booster, che amplifica il segnale di 13 dB nella modalità "Full Tone" e se selezionata la modalità "Treble" somma altri 12 dB nella sezione degli acuti, e lo stesso per nella modalità "Bass".

Un pedale da studiarci un po', ma una volta capito...

Vi aspettiamo se desiderate provarlo, e se ce lo portate su un palco a farsi strapazzare saremo più che contenti!

Little Big Muff: apriamo e scopriamo le differenze.

E' giunta l'ora di aprire le due stompbox per verificare quali son le differenze circuitali che le differenziano così tanto nel suon...