lunedì 16 ottobre 2017

Approfondimenti sul nostro "Moog Amp"

Dopo la pubblicazione dell'ultimo post riguardante il LAB9, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni riguardo parecchie inesattezze da noi riportate.

Ringraziando chi ce le ha fatte notare abbiamo però voluto approfondire la i dati riguardanti il nostro amplificatore.

Ci é stato segnalato che non poteva essere stato prodotto alla fine degli anni '70 ma che poteva essere una riedizione anni '90.

Abbiamo quindi aperto di nuovo lo chassis ed abbiamo trovato quasi tutti i componenti marchiati 1977/1978.

 Possiamo quindi dire che é un LAB 9 originale prima serie.

Ci é stato poi detto che il progetto non era in parte di Bob Moog.
Noi abbiamo fatto riferimento ad una risposta data su un forum di LAB5/7/9, che riportiamo:

Back in the 70s when Norlin owned Gibson and Moog, they reassigned Bob Moog away from the synthesizer design department into guitar accessories and amps.

Bob's major contributions to the Lab Series was the EQ and the tube-like SS distortion circuit. Bob started out in the 50s making theremins with tube circuits, and while designing solid state circuits like the synthesizers he relied more on his ears than his bench equipment - he designed his SS circuits to emulate the sonority of his tube designs. That design philosophy carried over into the Lab Series. There's a couple of patents covering the Lab Series stuff.

Non possiamo essere certi di tutte le affermazioni ma riteniamo ragionevolmente che una parte del progetto sia suo.

Riguardo all'uso fatto da BBKing, in effetti lui é sempre ritratto con un L5.
Questo amplificatore é elettronicamente identico al nostro, cambia solo il setup dei coni: 1 x 15 pollici il LAB9, 2 x 12 pollici il LAB5.

Una ultima nota:
su questo immagine pubblicitaria si parla hot distortion and controlled overdrive.
A noi non pare, ma certo è che è un amplificatore da 100 Watt, provarlo al volume necessario potrebbe essere impegnativo.

Grazie ancora a tutti per le precise correzioni.


mercoledì 11 ottobre 2017

Ed alla fine si scopre che...era un Moog!

Acquistiamo da un amico di un amico un amplificatore per chitarra che era in un sottoscala di una casa. Una volta caricato sull'auto ( forse il fatto che avesse le rotelle doveva farci capire che il peso non sarebbe stato poco) lo portiamo in laboratorio per vedere se funziona.

E' un bestione con cono ElectroVoice da 15 pollici e cestello pressofuso, solo lui pesa 8 kg e ci avevano detto che non era possibile accenderlo perché mancante del portafusibile; lo cambiamo e scopriamo che....
il cono ha la bobina bruciata.

Proviamo con un altro altoparlante e verifichiamo che funzioni tutto, quindi decidiamo di far riparare l'altoparlante.

Nel frattempo diamo una pulita e cerchiamo online cosa abbiamo comprato...




Abbiamo comprato un Norlin LAB9, un amplificatore di metà anni '70, Progettato niente meno che da Bob Moog!


e' dotato di due canali, di cui uno molto semplice con 9 dB di amplificazione ed un controllo di toni passivo ed uno completo di stadio di toni attivo da 27 dB e con un circuito estremamente interessante, che solo un progettista di sintetizzatori poteva pensare di implementare in un amplificatore da chitarra...

Dopo il controllo dei toni, di per se già sofisticato ed attivo, che comprende un controllo di MID FREQUENCY graduato con una precisa scala numerica,  abbiamo una
serie di filtri selettivi che selezionano le frequenze di 1000, 1370, 1900, 2630, 3630 e 5000 Hz e le amplificano. Possono poi essere sommate al segnale originale tramite il potenziometro MULTIFILTER. Insomma un equalizzatore a 6 bande on guadagno fisso che può essere sommato sul segnale.

Sulla catena finale abbiamo poi compressore e limiter.

Chiudiamo con la potenza: 100 Watt di puro transistor e suono pulito, senza un po' di compressione é veramente esagerato!

Insomma, un progetto bellissimo per chi ama i suoni precisi ed estremamente controllabili, ma non bisogna cercare di ottenere overdrive direttamente dall'amplificatore; la saturazione si raggiunge ma si sporca ed i filtri impastano tutto.

E' un grande amplificatore da suono pulito, non per niente uno dei preferiti da BB King.

Per ora é in laboratorio, poco suonato in verità, ma chissa che non possa trovare un estimatore...




lunedì 7 agosto 2017

Il Bassman '59, che volumi!

Ci arriva in riparazione un Fender Bassman '59 Reissue, la riedizione Fender degli anni '90 del suo storico ed iconico amplificatore.

E' il modello con il "Fake ground switch" che non è collegato a nulla. Per ragioni di storicità era stato montato sul pannello, ma essendo ormai la sua funzione totalmente inutile con i collegamenti di terra presenti negli impianti,  era stato semplicemente lasciato scollegato.

In ogni caso l'amplificatore brucia sempre il fusibile sui filamenti delle valvole. Il proprietario ha cambiato le valvole finali ma spesso continua a bruciarlo.

Smontiamo e verifichiamo. Uno zoccolo di una valvola finale è cotto, lo cambiamo, e cambiamo anche il portafusibile dei filamenti. Il difetto non è però il portafusibile rotto, ma il circuito stampato.
Vuoi per l'età, vuoi per le tensioni e le correnti in gioco, vuoi per il solder sottilissimo troviamo diverse piste ossidate, comprese quelle del portafusibile.

cambiamo, ripristiniamo dove serve, lo accendiamo e proviamo..

...Ma non possiamo andare più su di 2 o 3 sul potenziometro!
Il volume ti butta per terra, non riusciamo ad accennare neanche ad un minimo di distorsione per provarlo come si deve...

Lo restituiamo rimanendo delusi dalla prova...dobbiamo studiarci una camera isolata per provare queste bestiacce, avendo auto lo stesso problema con un Vox AC30 del 1965!

mercoledì 19 luglio 2017

La bizzarra Stratocaster: Ecco una CooderCaster!

Ebbene si, di Stratocaster ne abbiamo vista qualcuna, diverse vintage, diverse moderne, ma quando un amico ha aperto la custodia di quella che ci ha portato a settare abbiamo detto: " Si! La Strato più strana mai vista!"


Ci viene detto che é una COODERCASTER, una copia di una delle tante chitarre di Ry Cooder, adattata con vari pezzi per l'uso dello slide.


Guardiamola bene da vicino. Il pickup al ponte é un Valco-style lap steel pickup, montato su una piastra enorme, per la quale é stato tagliato il battipenna.







Al manico abbiamo invece un Teisco Gold Foil anni '60.

Completa il tutto un selettore a tre posizioni Grigsby, manopole in metallo e corde lisce, per uno slide perfetto.
Abbiamo rivisto l'action, sistemato qualche corda che suonava di più delle altre ed ora tornerà nelle mani del proprietario.

E' stato un piacere, Coodercaster!


martedì 11 luglio 2017

Fender Hot Rod da buttare via: Eh no! Degli amplificatori a valvole non si getta mai niente!

Scorrendo Facebook ci imbattiamo in un post di un ragazzo che conosciamo che si strugge per il suo Fender Hot Rod artigianalmente trasformato in testata; dopo anni di onorato servizio ha ceduto ed ora non funziona più.
Una prima analisi fatta  incolpa i microrelè che si occupano della commutazione fra clean e drive, e per questo pare che sia da buttare via. I relé sono introvabili e difficilissimi da reperire.

Personalmente sappiamo che l"Hot Rod è un "mulo" al quale dare in pasto solo valvole e per questo, prima di buttarlo chiediamo di vederlo.



Lo portiamo in laboratorio e questo è quello che succede:


Una commutazione casuale dei relè, che crea un suono orribile.
La cosa particolare è che la commutazione avviene su segnali impulsivi. Se non si suona nulla la commutazione non è presente.

A nostro avviso è un problema di alimentazione; quando c'è richiesta di corrente, qualcosa ne blocca l'erogazione. Apriamo...ed il problema è subito evidente.


Il condensatore da 47 uF è completamente esaurito, gli altri ancora no ma sono sulla buona strada.
Li cambiamo con degli ottimi Fisher&Tausche.



Purtroppo quelli stock della Fender sono veramente di bassa qualità, abbiamo trovato lo stesso problema in molti altri amplificatori; cambiamo un circuito integrato deputato al riverbero, probabilmente saltato con i picchi di alimentazione ed il Fender Hot Rod è tornato in gran forma con gran gioia del proprietario!

mercoledì 5 luglio 2017

Il Super Champ e le valvole color ciliegia: sembrava un difetto semplice, invece....

Ci portano questo pregevolissimo amplificatore Fender, una costruzione magari un po' caotica ma pur sempre valvole e point to point; ha un forte ronzio e una delle valvole finali diventa color ciliegia.

Innanzi tutto selezioniamo la tensione di rete di 240 V, mentre era settato su 220 V. Non sembra, ma con la tensione di rete a 230 V sulle valvole finali ci sono 420 V invece di 400, e per condensatori vecchi di 40 anni non è una passeggiata.

Aprendo e lavorando ci rendiamo conto le le due 6V6 finali scaldano tantissimo, tanto che a 10 centimetri di distanza sentiamo un fortissimo calore.


A questo punto la diagnosi è abbastanza semplice: l'amplificatore suona, ma ci sarà un problema di bias sulle finali; certo, ma il bias su questi amplificatori è fisso, quindi che si regola?
Mettiamo una resistenza da 1 ohm sul catodo e leggiamo... 55 mA!

Dovrebbe essere intorno ai 30 mA... Ora cerchiamo di capire.
Sulla rete del bias, alle valvole ci dovrebbero essere -33 V... e noi ne abbiamo -18. Facendo due conti con questo valore vengono fuori 55 mA.

Analizziamo la rete del bias e troviamo un condensatore che in effetti...


Da 70 uF che doveva essere ne ha appena 2. Cambiamo con un 68 uF e la rete del bias diventa -33V... e la corrente di bias diventa 30 mA.
Ronzio sparito, valvole con temperature accettabili, miglioramento dinamico ed anche questa volta si suona ancora.

lunedì 26 giugno 2017

The BeatBooster: il nostro nuovo esperimento.

La sperimentazione è sempre molto stimolante: in questo caso vogliamo lavorare su un booster, rigorosamente analogico, rigorosamente con transistor a basso guadagno per rimanere su suoni anni '60 e un circuito di tono diverso dal solito.


Siamo in piena sperimentazione ed affinando i valori dei componenti, però ci siamo portati avanti con il rendering. A breve sforneremo i primi prototipi, e potremo parlare di Endorsement di nuovo.

Little Big Muff: apriamo e scopriamo le differenze.

E' giunta l'ora di aprire le due stompbox per verificare quali son le differenze circuitali che le differenziano così tanto nel suon...