lunedì 7 agosto 2017

Il Bassman '59, che volumi!

Ci arriva in riparazione un Fender Bassman '59 Reissue, la riedizione Fender degli anni '90 del suo storico ed iconico amplificatore.

E' il modello con il "Fake ground switch" che non è collegato a nulla. Per ragioni di storicità era stato montato sul pannello, ma essendo ormai la sua funzione totalmente inutile con i collegamenti di terra presenti negli impianti,  era stato semplicemente lasciato scollegato.

In ogni caso l'amplificatore brucia sempre il fusibile sui filamenti delle valvole. Il proprietario ha cambiato le valvole finali ma spesso continua a bruciarlo.

Smontiamo e verifichiamo. Uno zoccolo di una valvola finale è cotto, lo cambiamo, e cambiamo anche il portafusibile dei filamenti. Il difetto non è però il portafusibile rotto, ma il circuito stampato.
Vuoi per l'età, vuoi per le tensioni e le correnti in gioco, vuoi per il solder sottilissimo troviamo diverse piste ossidate, comprese quelle del portafusibile.

cambiamo, ripristiniamo dove serve, lo accendiamo e proviamo..

...Ma non possiamo andare più su di 2 o 3 sul potenziometro!
Il volume ti butta per terra, non riusciamo ad accennare neanche ad un minimo di distorsione per provarlo come si deve...

Lo restituiamo rimanendo delusi dalla prova...dobbiamo studiarci una camera isolata per provare queste bestiacce, avendo auto lo stesso problema con un Vox AC30 del 1965!

mercoledì 19 luglio 2017

La bizzarra Stratocaster: Ecco una CooderCaster!

Ebbene si, di Stratocaster ne abbiamo vista qualcuna, diverse vintage, diverse moderne, ma quando un amico ha aperto la custodia di quella che ci ha portato a settare abbiamo detto: " Si! La Strato più strana mai vista!"


Ci viene detto che é una COODERCASTER, una copia di una delle tante chitarre di Ry Cooder, adattata con vari pezzi per l'uso dello slide.


Guardiamola bene da vicino. Il pickup al ponte é un Valco-style lap steel pickup, montato su una piastra enorme, per la quale é stato tagliato il battipenna.







Al manico abbiamo invece un Teisco Gold Foil anni '60.

Completa il tutto un selettore a tre posizioni Grigsby, manopole in metallo e corde lisce, per uno slide perfetto.
Abbiamo rivisto l'action, sistemato qualche corda che suonava di più delle altre ed ora tornerà nelle mani del proprietario.

E' stato un piacere, Coodercaster!


martedì 11 luglio 2017

Fender Hot Rod da buttare via: Eh no! Degli amplificatori a valvole non si getta mai niente!

Scorrendo Facebook ci imbattiamo in un post di un ragazzo che conosciamo che si strugge per il suo Fender Hot Rod artigianalmente trasformato in testata; dopo anni di onorato servizio ha ceduto ed ora non funziona più.
Una prima analisi fatta  incolpa i microrelè che si occupano della commutazione fra clean e drive, e per questo pare che sia da buttare via. I relé sono introvabili e difficilissimi da reperire.

Personalmente sappiamo che l"Hot Rod è un "mulo" al quale dare in pasto solo valvole e per questo, prima di buttarlo chiediamo di vederlo.



Lo portiamo in laboratorio e questo è quello che succede:


Una commutazione casuale dei relè, che crea un suono orribile.
La cosa particolare è che la commutazione avviene su segnali impulsivi. Se non si suona nulla la commutazione non è presente.

A nostro avviso è un problema di alimentazione; quando c'è richiesta di corrente, qualcosa ne blocca l'erogazione. Apriamo...ed il problema è subito evidente.


Il condensatore da 47 uF è completamente esaurito, gli altri ancora no ma sono sulla buona strada.
Li cambiamo con degli ottimi Fisher&Tausche.



Purtroppo quelli stock della Fender sono veramente di bassa qualità, abbiamo trovato lo stesso problema in molti altri amplificatori; cambiamo un circuito integrato deputato al riverbero, probabilmente saltato con i picchi di alimentazione ed il Fender Hot Rod è tornato in gran forma con gran gioia del proprietario!

mercoledì 5 luglio 2017

Il Super Champ e le valvole color ciliegia: sembrava un difetto semplice, invece....

Ci portano questo pregevolissimo amplificatore Fender, una costruzione magari un po' caotica ma pur sempre valvole e point to point; ha un forte ronzio e una delle valvole finali diventa color ciliegia.

Innanzi tutto selezioniamo la tensione di rete di 240 V, mentre era settato su 220 V. Non sembra, ma con la tensione di rete a 230 V sulle valvole finali ci sono 420 V invece di 400, e per condensatori vecchi di 40 anni non è una passeggiata.

Aprendo e lavorando ci rendiamo conto le le due 6V6 finali scaldano tantissimo, tanto che a 10 centimetri di distanza sentiamo un fortissimo calore.


A questo punto la diagnosi è abbastanza semplice: l'amplificatore suona, ma ci sarà un problema di bias sulle finali; certo, ma il bias su questi amplificatori è fisso, quindi che si regola?
Mettiamo una resistenza da 1 ohm sul catodo e leggiamo... 55 mA!

Dovrebbe essere intorno ai 30 mA... Ora cerchiamo di capire.
Sulla rete del bias, alle valvole ci dovrebbero essere -33 V... e noi ne abbiamo -18. Facendo due conti con questo valore vengono fuori 55 mA.

Analizziamo la rete del bias e troviamo un condensatore che in effetti...


Da 70 uF che doveva essere ne ha appena 2. Cambiamo con un 68 uF e la rete del bias diventa -33V... e la corrente di bias diventa 30 mA.
Ronzio sparito, valvole con temperature accettabili, miglioramento dinamico ed anche questa volta si suona ancora.

lunedì 26 giugno 2017

The BeatBooster: il nostro nuovo esperimento.

La sperimentazione è sempre molto stimolante: in questo caso vogliamo lavorare su un booster, rigorosamente analogico, rigorosamente con transistor a basso guadagno per rimanere su suoni anni '60 e un circuito di tono diverso dal solito.


Siamo in piena sperimentazione ed affinando i valori dei componenti, però ci siamo portati avanti con il rendering. A breve sforneremo i primi prototipi, e potremo parlare di Endorsement di nuovo.

domenica 18 giugno 2017

L'astronave Hughes&Kettner; atterraggio, manutenzione e decollo!

Ci portano in riparazione un Duotone, amplificatore di discreta potenza, ma soprattutto di grande impatto visivo!

Quando lo accendi si illumina di Blu in maniera radente sui potenziometri, che forse può non sembrare elegante ma ti consente di vedere anche al buio qualunque controllo.


Purtroppo suona male, la distorsione è molto squilibrata e ci sono problemi anche sul riverbero.

Smontiamo circa 300 viti, togliamo il pannello di plexiglass e il sistema ci appare in tutto il suo splendore.
Ci sono due tubi fluorescenti blu che vengono diffusi dal contropannello. Un studio sapiente dell'effetto della luce sugli scassi e sulle scritte incise.

Analizziamo il tutto e scopriamo un po' di problemi.

Il tank del riverbero ha i contatti orribilmente ossidati. Una pulita e torna a funzionare.

Troviamo poi uno zoccolo di una valvola finale che crea diversi falsi contatti e lo sostituiamo. Sostituiamo anche la coppia di valvole perché una ha la struttura interna che tintinna e si ripercuote nell'amplificazione.





Chiudiamo tutto e lo proviamo. Il suono è veramente "Teutonico". Una distorsione di granito, controllata e compressa, solo usando il gain ed il master in maniera opportuna.
Ci si potrebbe suonare Death metal senza nessun effetto esterno.

Complimenti a Hughes&Kettner: non adatto ai nostri gusti, ma perfettamente centrato per lo scopo.





domenica 11 giugno 2017

Quanti tipi di potenziometri esistono? Scopriamolo aprendo un amplificatore già riparato!

Ci portano un glorioso amplificatore Marshall in riparazione: il modello è bello, cono da 15 pollici, compatto per la potenza e le dimensioni dell'altoparlante.



Però non suona.

Apriamo e vediamo che é già stato riparato, ma quello ci può stare. E' un modello prodotto 30 anni fa, e se suonato con impegno potrebbe già essersi guastato diverse volte.





Ma quante volte? Se uno dovesse pensare che ad ogni riparazione è stato cambiato almeno un potenziometro questo è stato riparato almeno 10 volte!


Se invece è stato riparato tutto in una volta vuol dire che chi lo ha fatto ha dato fondo al cassettino dei potenziometri. Uno dei peggiori lavori mai visti, sinceramente,perché tutto questo lavoraccio ha creato problemi meccanici. Il circuito si regge sui potenziometri e sui jack di ingresso, e facendo cosí solo sui jack; i potenziometri sono distanziati con delle rondelle e saldati con dei pezzi di filo al circuito stampato, vanificando il fissaggio meccanico.
Ora, per un intervento precedente mal fatto stiamo valutando con il proprietario cosa fare, se ripararlo o riciclarne i pezzi. Peccato.

Little Big Muff: apriamo e scopriamo le differenze.

E' giunta l'ora di aprire le due stompbox per verificare quali son le differenze circuitali che le differenziano così tanto nel suon...