mercoledì 3 gennaio 2018

Gibson? Ma no....anatomia di una chitarra già ben strana.

Ci portano in restauro una chitarra molto particolare, una semiacustica con una forma decisamente inusuale.

Ci dicono che non se ne conosce la marca, forse è una Gibson, sulla paletta si intravede qualcosa...

Scartiamo subito l'ipotesi Gibson. Sulla paletta si intravede una scritta, che é Gibson, ma sembra fatta con il pennarello.

Poi dai selettori dei pickup si distingue una certa scuola italiana, diciamo così.









Sono strane anche le
meccaniche delle corde, sembrano da chitarra classica,
 forse sono state cambiate con il tempo.


Manca anche la piastra del manico, si sarà persa nel corso degli anni.






Apriamo e troviamo potenziometri Violet, una casa costruttrice italiana, quindi ci sono pochi dubbi,
la produzione é di casa nostra.








Niente cartiglio, niente scritte, niente di niente. La restaureremo e vedremo come suona, a prescindere dalla marca.




sabato 9 dicembre 2017

Fuzz o oscillatore? Questo è il dilemma..

Ci portano in riparazione un fuzz molto particolare, della Durham Electronics.
Promette un suono inarrivabile, con un controllo della tensione della batteria che modifica il punto di lavoro del circuito.
Ce lo portano perchè é molto rumoroso e si comporta in maniera imprevedibile, ogni tanto aumenta o diminuisce il livello di fuzz da solo.

Noi provandolo ci rendiamo conto che ha un fruscio di fondo inaccettabile, ed aprendolo per verificare se qualcosa si è guastato ci troviamo di fronte ad una bella colata
 di resina che non ci consente di verificare nulla. Ci chiediamo se sia ancora necessario in questi anni nei quali ci sono migliaia di stomp box da poter copiare, utilizzare la resina per proteggerne i circuiti.
In ogni caso nessuna riparazione possibile, ma riprovandolo ci accorgiamo che è diventato anche un oscillatore, con la frequenza controllata dal volume della chitarra. Modificandolo si modifica una frequenza che si genera senza toccare le corde, e che suonando si somma al segnale.. insomma, un pedale sperimentale, ma non nelle intenzioni di chi l'ha comprato.

sabato 2 dicembre 2017

Hughes&Kettner Statesman EL84: Problemi irrisolvibili ed...il mistero del controllo di tono

Ci portano in riparazione un amplificatore che una combinazione di quelle che preferiamo: combo
valvolare, comandi posteriori ma scritte viste dal lato del cono ( parleremo un'altra volta dei primi amplificatori, specialmente Fender, con le scritte viste dal lato posteriore).


Questo amplificatore é afflitto da diversi problemi abbastanza grossi: il primo è un ronzio di rete eccessivo ma soprattutto da una vibrazione con le corde basse che pare arrivare da dietro ma esce anche dal cono...
Lo analizziamo: la vibrazione è intorno ai 180 Hz, prima e dopo non avviene; meccanicamente dal retro è fortissima, ed ancora di più dal cono. È già stato da diversi riparatori ma non si è trovato il difetto. Qualcuno ha detto che di quel modello sono tutti così, qualcun altro che le valvole sono a posto ed il difetto è chissà in quale componente e che non vale la pena di cercarlo.
Noi però siamo testardi e smontiamo tutto: nel farlo scopriamo che una delle due valvole finali "suona" se colpita... con una nota intorno ai 180 Hz! Terminiamo lo smontaggio per scrupolo ma non troviamo nulla, rimontiamo e controlliamo il bias delle valvole originali.
Quella che "suona" assorbe 30 mA, contro le 18 dell'altra. Le specifiche del costruttore dicono dai 16 ai 21 mA.

Ecco il perchè del ronzio. Cambiamo le finali con due EL84 selezionate, tariamo il bias a 18 mA e tutto si sistema.

Il secondo problema è ancora peggio: sempre casualmente, anche con i volumi tutti a zero inizia un sibilo centrato fra i 1200 ed i 1500 Hz, a seconda che si usi il clean o il drive.

Anche per questo è stato da diversi riparatori che hanno detto più o meno le stesse cose degli altri, che sono tutti cosí, progetto sbagliato, forse sono fotoni che rimbalzano nella ionosfera o forse alieni che cercano di comunicare.
Noi, nel dubbio, cambiamo la valvola 12AX7 che fa da sfasatrice per il push pull delle EL84.
Miracolo. Gli alieni non ci parlano più. Sicuramente ci perderemo un messaggio importantissimo, ma almeno chi suona con questo amplificatore è più rilassato.

Riconsegnamo l'amplificatore al proprietario che lo prova per mesi, molto soddisfatto ma un giorno ci chiama e ci dice che si è accorto di una cosa stranissima: il Treble funziona al contrario! Invece che come il Bass ed il Mid, ruotando in senso orario gli acuti non aumentano ma diminuiscono.
Lui si chiede se magari rimontandolo non abbiamo ricollegato qualcosa al contrario, ma gli spieghiamo che i potenziometri sono su circuito stampato, impossibile invertirne uno; in ogni caso ce lo riporta e lo proviamo.

Accendiamo, selezioniamo il canale clean e mandiamo un segnale sinusoidale da 2000 Hz. Il controllo di Treble funziona come gli altri due; ruotando in senso orario i toni aumentano, in senso antiorario diminuiscono. Cosa avrà sentito lui? Lo chiamiamo e ci spiega che no, con lui funziona al contrario!

Riproviamo, selezioniamo il canale Drive... ed ha ragione lui! Incredibilmente, per un evidente errore di progetto, se si usa il canale Clean il Treble funziona correttamente, se si una il canale Drive funziona al contrario.

Incredibile. Ora ci stiamo chiedendo se "sono tutti così" o se questo in particolare diventerà rarissimo come " Lo Statesman con i toni al contrario".

mercoledì 1 novembre 2017

BeatBooster in arrivo e pronto per l'endorsement...chi c'é?

Bene, i circuiti stampati sono il lavorazione, il materiale in fase di approvvigionamento,
i transistor sono stati selezionati.

Ora non ci resta che prepararci a metterne in campo cinque pezzi, collaudarli e poi attendere un po' di prove.

Come sempre lanciamo la formula dell'endorsement per questo bizzarro booster, che amplifica il segnale di 13 dB nella modalità "Full Tone" e se selezionata la modalità "Treble" somma altri 12 dB nella sezione degli acuti, e lo stesso per nella modalità "Bass".

Un pedale da studiarci un po', ma una volta capito...

Vi aspettiamo se desiderate provarlo, e se ce lo portate su un palco a farsi strapazzare saremo più che contenti!

lunedì 16 ottobre 2017

Approfondimenti sul nostro "Moog Amp"

Dopo la pubblicazione dell'ultimo post riguardante il LAB9, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni riguardo parecchie inesattezze da noi riportate.

Ringraziando chi ce le ha fatte notare abbiamo però voluto approfondire la i dati riguardanti il nostro amplificatore.

Ci é stato segnalato che non poteva essere stato prodotto alla fine degli anni '70 ma che poteva essere una riedizione anni '90.

Abbiamo quindi aperto di nuovo lo chassis ed abbiamo trovato quasi tutti i componenti marchiati 1977/1978.

 Possiamo quindi dire che é un LAB 9 originale prima serie.

Ci é stato poi detto che il progetto non era in parte di Bob Moog.
Noi abbiamo fatto riferimento ad una risposta data su un forum di LAB5/7/9, che riportiamo:

Back in the 70s when Norlin owned Gibson and Moog, they reassigned Bob Moog away from the synthesizer design department into guitar accessories and amps.

Bob's major contributions to the Lab Series was the EQ and the tube-like SS distortion circuit. Bob started out in the 50s making theremins with tube circuits, and while designing solid state circuits like the synthesizers he relied more on his ears than his bench equipment - he designed his SS circuits to emulate the sonority of his tube designs. That design philosophy carried over into the Lab Series. There's a couple of patents covering the Lab Series stuff.

Non possiamo essere certi di tutte le affermazioni ma riteniamo ragionevolmente che una parte del progetto sia suo.

Riguardo all'uso fatto da BBKing, in effetti lui é sempre ritratto con un L5.
Questo amplificatore é elettronicamente identico al nostro, cambia solo il setup dei coni: 1 x 15 pollici il LAB9, 2 x 12 pollici il LAB5.

Una ultima nota:
su questo immagine pubblicitaria si parla hot distortion and controlled overdrive.
A noi non pare, ma certo è che è un amplificatore da 100 Watt, provarlo al volume necessario potrebbe essere impegnativo.

Grazie ancora a tutti per le precise correzioni.


mercoledì 11 ottobre 2017

Ed alla fine si scopre che...era un Moog!

Acquistiamo da un amico di un amico un amplificatore per chitarra che era in un sottoscala di una casa. Una volta caricato sull'auto ( forse il fatto che avesse le rotelle doveva farci capire che il peso non sarebbe stato poco) lo portiamo in laboratorio per vedere se funziona.

E' un bestione con cono ElectroVoice da 15 pollici e cestello pressofuso, solo lui pesa 8 kg e ci avevano detto che non era possibile accenderlo perché mancante del portafusibile; lo cambiamo e scopriamo che....
il cono ha la bobina bruciata.

Proviamo con un altro altoparlante e verifichiamo che funzioni tutto, quindi decidiamo di far riparare l'altoparlante.

Nel frattempo diamo una pulita e cerchiamo online cosa abbiamo comprato...




Abbiamo comprato un Norlin LAB9, un amplificatore di metà anni '70, Progettato niente meno che da Bob Moog!


e' dotato di due canali, di cui uno molto semplice con 9 dB di amplificazione ed un controllo di toni passivo ed uno completo di stadio di toni attivo da 27 dB e con un circuito estremamente interessante, che solo un progettista di sintetizzatori poteva pensare di implementare in un amplificatore da chitarra...

Dopo il controllo dei toni, di per se già sofisticato ed attivo, che comprende un controllo di MID FREQUENCY graduato con una precisa scala numerica,  abbiamo una
serie di filtri selettivi che selezionano le frequenze di 1000, 1370, 1900, 2630, 3630 e 5000 Hz e le amplificano. Possono poi essere sommate al segnale originale tramite il potenziometro MULTIFILTER. Insomma un equalizzatore a 6 bande on guadagno fisso che può essere sommato sul segnale.

Sulla catena finale abbiamo poi compressore e limiter.

Chiudiamo con la potenza: 100 Watt di puro transistor e suono pulito, senza un po' di compressione é veramente esagerato!

Insomma, un progetto bellissimo per chi ama i suoni precisi ed estremamente controllabili, ma non bisogna cercare di ottenere overdrive direttamente dall'amplificatore; la saturazione si raggiunge ma si sporca ed i filtri impastano tutto.

E' un grande amplificatore da suono pulito, non per niente uno dei preferiti da BB King.

Per ora é in laboratorio, poco suonato in verità, ma chissa che non possa trovare un estimatore...




lunedì 7 agosto 2017

Il Bassman '59, che volumi!

Ci arriva in riparazione un Fender Bassman '59 Reissue, la riedizione Fender degli anni '90 del suo storico ed iconico amplificatore.

E' il modello con il "Fake ground switch" che non è collegato a nulla. Per ragioni di storicità era stato montato sul pannello, ma essendo ormai la sua funzione totalmente inutile con i collegamenti di terra presenti negli impianti,  era stato semplicemente lasciato scollegato.

In ogni caso l'amplificatore brucia sempre il fusibile sui filamenti delle valvole. Il proprietario ha cambiato le valvole finali ma spesso continua a bruciarlo.

Smontiamo e verifichiamo. Uno zoccolo di una valvola finale è cotto, lo cambiamo, e cambiamo anche il portafusibile dei filamenti. Il difetto non è però il portafusibile rotto, ma il circuito stampato.
Vuoi per l'età, vuoi per le tensioni e le correnti in gioco, vuoi per il solder sottilissimo troviamo diverse piste ossidate, comprese quelle del portafusibile.

cambiamo, ripristiniamo dove serve, lo accendiamo e proviamo..

...Ma non possiamo andare più su di 2 o 3 sul potenziometro!
Il volume ti butta per terra, non riusciamo ad accennare neanche ad un minimo di distorsione per provarlo come si deve...

Lo restituiamo rimanendo delusi dalla prova...dobbiamo studiarci una camera isolata per provare queste bestiacce, avendo auto lo stesso problema con un Vox AC30 del 1965!

Little Big Muff: apriamo e scopriamo le differenze.

E' giunta l'ora di aprire le due stompbox per verificare quali son le differenze circuitali che le differenziano così tanto nel suon...